La nuova fase di “tassi più alti più a lungo”, ribadita di recente dalle grandi banche centrali, potrebbe avere i mesi contati. Ne sono convinti gli analisti di Bloomberg Economics, che fissano l’inizio della discesa dei tassi, su scala globale, nella prima parte del 2024.
Cosa succederà nel 2024?
Lo scenario di tassi “higher for longer” (più alti più a lungo), prospettato ad agosto dal presidente della Fed, Jerome Powell, durerà al massimo per tre trimestri, dicono gli analisti. Sia negli Stati Uniti sia in Europa, infatti, i tassi dovrebbero tornare a scendere entro la metà dell’anno, mentre Svezia e Regno Unito potrebbero tardare ancora un po’.
Attenzione: non aspettarti un ritorno allo scenario che ha preceduto i rialzi, con i tassi cioè vicini allo zero, perché la situazione resta volatile e le banche centrali non vogliono allentare troppo la loro politica monetaria.
Quello che succederà, dicono gli esperti, è che il tasso globale aggregato vedrà una riduzione di circa 125 punti base entro la fine del prossimo anno – ma per i Paesi più ricchi del mondo il calo sarà più contenuto nello stesso periodo, stimabile intorno ai 65 punti base.
Cosa significa ?
Le banche centrali hanno aumentato i tassi di interesse per combattere l’inflazione, ma in che modo? Il meccanismo è più o meno il seguente.
Un aumento dei tassi di interesse, per esempio quelli che le banche applicano ai loro clienti, tende a frenare gli investimenti e i consumi e ciò si riflette, a distanza di qualche mese, in una riduzione della domanda e quindi dei prezzi.
Al contrario, un calo del costo del denaro incentiva la richiesta dei prestiti (perché chiedere denaro in prestito costerà di meno) e di conseguenza agevola i consumi, a tutto vantaggio – in definitiva – dell’attività delle imprese e della crescita economica.